domenica 12 settembre 2010

Il grande talento di Amanda


Gentile Signora Xyzxyz,

mi chiamo Amanda Curcio. Ho diciassette anni e sono cieca da quando ne avevo dieci. Questo per fortuna non mi impedisce di immaginare altri mondi, e così negli ultimi due anni ho speso molto del mio tempo libero nello scrivere il romanzo fantasy che può trovare in allegato. È una storia ambientata in un mondo cupo e decadente, a tratti a tinte forti, perché le immagini che si formano nel buio possono diventare spaventose quando non puoi vedere. In tutto questo lavoro mi è stata vicina mia nonna Giulia, lettrice forte e grande appassionata di tutte le sfumature del fantastico, dandomi buoni consigli e ripulendo il mio manoscritto da un milione di errori di battitura. Sperando che il romanzo possa essere di suo gradimento, la saluto cordialmente.

Amanda

Quella che vedete sopra è la email che ho mandato il 26 agosto scorso alla titolare di una importante agenzia letteraria che annovera nella sua scuderia anche notissimi autori di bestseller. In allegato c'era il mio romanzo con il titolo cambiato. L'indirizzo di posta sul manoscritto era creato per l'occasione, il numero di cellulare invece era il mio.

Dopo 22 ore mi arriva questa email dalla Signora Xyzxyz:


grazie Amanda,
lo leggero'.
xyzxy xyzxyz

Dopo altre 10 ore (forse la signora temeva che non avessi ricevuto il messaggio) ne arriva un'altra:

Grazie a manda, lo leggo con piacere. Dove abita?
Xyzxy

Sent from my iPad

Rispondo:

grazie molte a lei per la disponibilità
io abito a genova
buona serata
amanda

Dodici giorni dopo, il 7 settembre scorso sto arrancando in mountain bike verso il faro sulla sommità dell'isola di Inish Morr al largo della costa irlandese. Mi squilla il cellulare nella tasca dello zainetto: presentimento. Il numero è sconosciuto, il presentimento si fa più forte. Riporto il dialogo a memoria:

"Pronto?"
"Buongiorno, vorrei parlare con Amanda..."
"Buongiorno a lei... Amanda non è qui adesso, io sono il padre. Siamo in vacanza."
"Quand'è che posso trovarla?"
"Noi adesso siamo in Irlanda, ma torniamo a casa domani."
"Io mi chiamo Xyzxy Xyzxyz e sono un'agente letteraria. Amanda mi ha mandato un romanzo..."
"Sì sì, so tutto."
"Ah bene! Io e i miei collaboratori stiamo leggendo il romanzo e pensiamo che Amanda abbia molto molto talento. Può dire ad Amanda di chiamarmi appena può?"
"Sì senz'altro."
"Dove abitate voi?"
"Genova."
"Molte grazie, arrivederci."
"Arrivederci, grazie a lei."

A questo punto confesso che sono anche un po' eccitato: ho appena parlato al telefono con l'agente di Xyzxyzx Xyzxyz e Xyzxyz Xy Xyzxy!!!

Che fare ora? Certo non posso tirare avanti la sceneggiata all'infinito. Oppure sì? L'intento dell'esperimento era dimostrare il cinismo del mondo editoriale, ma ora che ho sfiorato una possibilità concreta mi dispiace buttarla giù dal cesso. Arrivo persino a pensare di mettermi in società con una vera ragazzina cieca con cui dividere 50 e 50 i proventi del futuro best seller (sarebbe anche un'opera buona). Poi penso anche che ho già inanellato un paio di reati - niente di serio, roba che di sicuro finisce con la prescrizione, ma magari è meglio darci un taglio lo stesso. Anche perché finora non ho dimostrato nulla: magari se avessi mandato il romanzo con il mio vero nome le cose sarebbero andate nello stesso modo. Io non ci credo, ma la cosa è perfettamente sostenibile.

Scrivo quindi due giorni dopo, la mattina del 9 settembre. Tralasciando i convenevoli, la parte interessante è l'ultima in grassetto.

Gentile Signora Xyzxyz,

dato che la mia intenzione non era certo quella di prendermi gioco di persone perbene, dopo la telefonata di due giorni fa mi sento in dovere di dirle che Amanda non esiste.

Il romanzo che lei ha sottomano è stato scritto da un ingegnere di quarant'anni un po' esasperato da editori e agenti letterari che non hanno mai voluto leggerne nemmeno una riga, e che nella maggior parte dei casi non si sono mai nemmeno degnati di rispondere alla domanda "posso inviarvelo?". Un mondo che sembra aperto solo ai raccomandati, e nel caso della letteratura fantasy preferibilmente minorenni.

Con il nome di Amanda ho quindi mandato il mio romanzo a un po' di editori e agenti, come esperimento per capire se un romanzo può essere valido di per sé o se ciò che conta per un editore è solo il poter sfruttare la figura dell'autore a scopo pubblicitario, e in questo caso lasciar perdere del tutto l'editoria italiana. Non voglio però correre il rischio di ingannare persone che non lo meritano affatto insieme a editori che invece lo meritano di certo, per cui mi scuso se ho approfittato della sua buona fede. Nel caso che il romanzo non risulti più interessante se non è stata Amanda a scriverlo, spero di non aver fatto perdere troppo tempo a lei e ai suoi collaboratori, e che la lettura non sia stata troppo sgradevole.

Cordiali saluti,

Alessandro

A questo punto, come ho confidato in privato ad alcuni compagni di merende, mi aspetto che il molto molto talento di Amanda evapori come brina al sole. Cosa che puntualmente accade sei giorni dopo:

Gentile Alessandro,

dopo lo shock iniziale ho capito e apprezzato il suo ragionamento.

Purtroppo devo dirle che il libro che parte in maniera eccellente, pur mantenendo sempre un'ottima scrittura, mi ha deluso. Ci sono troppi personaggi e la linea narrativa è confusa.


Mi piacerebbe però leggere qualcos'altro scritto da Lei che NON sia fantasy.
Lei- come Amanda - ha molto talento ma il mercato oggi è difficile.

Sono aperta a nuove proposte da lei.

Saluti,
Xyzxy Xyzxyz

La colpa non è nemmeno della Signora Xyzxyz: il fatto è che, a parità di romanzo, la ragazzina cieca sarebbe andata via come il pane e gli editori avrebbero fatto a coltellate per contendersela, mentre io le sarei rimasto di sicuro sul groppone.

Resta la soddisfazione di essersi sentiti dire che si ha molto molto talento da una famosa agente letteraria? E chi lo sa. La famosa agente letteraria rappresenta ottimi scrittori quanto emeriti coglioni che non saprebbero disegnare una O aiutandosi col bicchiere, e avrà detto a tutti che avevano molto molto talento. Probabilmente ai secondi più che ai primi.


PRECISAZIONE:

Mi hanno segnalato che su Affaritaliani.it è uscito un articolo su questo post, e ringrazio l'autore Antonio Prudenzano per l'attenzione. L'articolo mi è piaciuto molto ma contiene un'imprecisione nel definirmi blogger anonimo: in realtà, anche se il mio nome non è scritto a chiare lettere nell'intestazione del blog, non sono per niente anonimo. In ogni caso mi chiamo Alessandro Scalzo, ho 40 anni, sono PhD in Robotica e abito a Genova.

62 commenti:

Anonimo ha detto...

Angra, avresti dovuto continuare a recitare la parte! La ragazzina cieca poteva essere un ottimo alter ego^_^ (magari potevi cambiarla in ragazzino cieco)
Mariateresa

Anonimo ha detto...

Io avevo pensato di mettermi in società con mio cugino dodicenne: il 30% se mi prestava nome ed età (non il 50% perché io sono il capo U_U).
Penso però che sia un reato XD
Comunque complimenti per la faccia tosta e per l'idea!

Tenger

Gloutchov ha detto...

Beh... il ragionamento non fa una piega ma, potrebbe anche essere che xxxyyuzzz si sia sentito preso per i fondelli e abbia deciso di stroncarti a prescindere.

Angra ha detto...

@Gloutchov: no.

dr Jack ha detto...

Ogni volta che penso che l'editoria Italiana non può più stupirmi vengo a sapere che se ne possono scoprire sempre di nuove :p.

Quindi la soluzione sarebbe creare un'agenzia di ragazzi di 15anni prestanome!

...

Possibile che sono così imbranati da non riuscire a trovare altri metodi per fare marketing?

Angra ha detto...

@dr Jack:

Pensa ai telefonini. Da quando esistono il tema della pubblicità è sempre lo stesso, la figa.

E' evidente che la variante della minorenne cieca era un'idea grandiosa, speravo che in conclusione della vicenda la Signora Xyzxyz mi proponesse di lavorare per lei come creativo.

Diego ha detto...

Angra sei un mito!
A parte che dovrebbero pubblicarti solo per come scrivi le lettere di presentazione, di un'eleganza davvero unica... poi trovo curioso che Marstenheim sia diventato 'confuso' nel proseguimento, ovvero proprio quando ingrana, e che 'la partenza eccellente' per me sia la parte più debole, ma vabbè io non sono un agente, capisco un cazzo.
Alla ragazzina cieca non solo rispondono, ma rispondono in 12 GIORNI! Spettacolare, questa m'ha fatto finire sotto la scrivania dalle risate. Fai così: tempera una matita e pugnalati nelle pupille. un ingegnere 40enne conta un cazzo, ma magari un ingegnere 40 cieco (per di più per ferita autoinferta) potrebbe contare un cazzo +1 chissà ^__^

Margherita ha detto...

Veramente una bellissima idea! la cosa che mi fa un po'paura è che c'è gente onesta che non fa questo per ingannare ma per sapere come vanno veramente le cose, ma potrebbe anche esserci gente che inganna davvero in questo modo, cosa che non succederebbe se si badasse al talento e non all'autore...
Oh beh, alla peggio posso usare mia sorella: tredici anni e una cicatrice che le attraversa la pancia da parte a parte, miracolata alla nascita. Non è commovente?
Altrimenti io ho diciassette anni: sono ancora in tempo per accecarmi.
Andine

Carraronan ha detto...

Amanda, ragazzina cieca con un sogno: 22 ore per la prima risposta, 12 giorni per essere pronti ad arraffarla e lanciarla nel (nuovo) filone Baby Boom Handicap.

Ingegnere 40enne con lo stesso testo: mai una prima risposta e ovviamente col cazzo che interesserà a qualcuno.

L'editoria italiana spacca!
Chissà se il pickelhaube in testa conta per l'infermità mentale: potrei lanciarmi nel filone Dementi Pervertiti.

Angra ha detto...

E questo è niente: con il prossimo personaggio sarà un famoso editor di una grandissima casa editrice a venirmi chiedere per favore di scrivere un romanzo ^___^

Anonimo ha detto...

Sei un genio del male! Avresti potuto mandare il romanzo alla stessa agenzia con la tua vera identita`, forse avresti ricevuto una proposta di contratto e una di rifiuto simultaneamente.

Attento che questa cosa puo` rivelarsi un boomerang (http://www.bol.it/libri/La-classifica/Steve-Martini/ea978887818623/): l'agenzia potrebbe gia` aver assoldato un sicario :P

Doarcissa

PS 1: hai mai pensato di fare il ghost writer per minorenni cieche+nonne lettrici forti? Forse e` il momento di pensarci!

PS 2: temo che il prossimo personaggio ti rendera` come minimo blasfemo (http://wunderkindtrilogy.blogspot.com/2010/09/ti-voglio-scrivere.html). Sembra che oltre a essere ingegnere, normovedente e maggiorenne, tu sia anche sprovvisto del pratico e indispensabile cognato. Gli editor rideranno di te e ti scacceranno dal Valhalla ;)

Anonimo ha detto...

ma...ma... E' TUTTO VERO?!

Sono ingenuo a consigliarti di raccontare tutto a un giornalista serio? E magari - eccheccazzo - mettere nomi e cognomi al posto delle XYZ?

(Alessandro Forlani)

Angra ha detto...

@Alessandro:

Certo che è tutto vero.

Riguardo al mettere nomi e cognomi è un po' un problema, perché divulgare il contenuto di telefonate e corrispondenza private è reato. A un giornale ho già scritto, ma non mi hanno risposto - riproverò dicendo che sono un nano transessuale.

@Doarcissa:

Con l'ultimo link mi hai fatto vomitare anche il panettone che ho mangiato lo scorso natale ^__^

Ho rimandato il romanzo come Amanda a editori che non mi avevano cagato come me stesso... staremo a vedere.

Terra Nova ha detto...

Angra, ti stimo :D
A questo punto sorge spontanea la domanda: ma il romanzo l'hanno letto, quando l'autrice era la piccola fiammiferaia, o hanno impiegato i 12 giorni a investigare le possibilità di monetizzare una storia così lacrimosa?


Terra Nova

Anonimo ha detto...

@ Terranova

E' quello che mi chiedevo anch'io. Nel romanzo ci sono un bel po' di riferimenti al sesso, anche anale.
Non si son fatti venire qualche dubbio su che tipo di ragazza fosse Amanda? E sulla nonnina?

@Angra

Mettilo a 2.99 su Amazon. Poi traducilo in Inglese e fa lo stesso.

P.s. Il prossimo personaggio chi è? Un orfano sordo? lol

???

Angra ha detto...

Non so se l'hanno letto tutto, ma una buona parte credo di sì.

Riguardo al sesso mi sono posto anch'io il problema: "c'è un grosso pene già nelle prime pagine, vuoi che non se ne accorgano?" mi sono detto. Ma è un po' come nei giochi di prestigio: se hai in testa che chi manda un manoscritto a un agente è perché vuole pubblicare, non ti viene in mente che il fine potrebbe essere diverso e quindi l'autore non essere chi dice di essere.

A tradurlo in inglese ho già cominciato. Per chi non è madrelingua è un lavoraccio, ma è anche divertente.

Anonimo ha detto...

Quando hai finito, se vuoi, gli do una letta io (laurea in Lingue).

Se lo trova interessante lo può leggere anche la mia ragazza (madrelingua), ma per lei non garantisco...

Ciaoz

???

Anonimo ha detto...

Gli editori che pubblicano fantasy non sono troppi, e nel loro ambiente le voci si spargono. Specialmente i nomi degli scrittori che si comportano in modo strano. Probabilmente ti sei bruciato.
Forse ora dovrai presentare sotto pseudonimo anche tutti i prossimi romanzi che scriverai.

Angra ha detto...

@Anonimo:

Era tutto già messo in conto, ovviamente.

Lungi dal dispiacermi, se mi confermi che nel mio piccolo posso aver causato anche un minimo bruciore di culo a questa gentaglia, mi rendi felice. Dovranno farsi una ragione del fatto che con gli ebook e il download gratuito hanno perso il potere di vita e di morte.

@???:

grazie mille, senz'altro!

Anonimo ha detto...

Tempo fa ho letto "Harry Potter" (Susan Gunelius), che parla di come Harry Potter sia diventato un successo editoriale globale. Questa dualita` 'qualita`/ma anche no' emerge chiaramente:
- ogni due pagine si dice che "alla base del successo di Harry Potter c'e` un buon prodotto" (pag 23), "Il segreto del successo e` un buon prodotto" (pag 25) e cosi` via, MA
- l'agente letterario lesse il manoscritto perche` "L'autrice aveva inviato i capitoli rilegati tutti insieme, con una copertina nera. Senz'altro motivo che quella rilegatura insolita, la segretaria apri` il pacchetto e inizio` a leggere", E
- la Rowling fu costretta a fingersi uomo, o almeno lasciare il dubbio con le iniziali perche` "i maschietti non avrebbero mai letto un libro scritto da una donna"

Nel diagramma SWOT (Strenghts, Weaknesses, Opportunities, Threats), "strumento di marketing fondamentale a cui si ricorre nelle prime fasi del processo di sviluppo di un progetto" tra le Strenghts figura
- storia unica nel suo genere E
- puo` piacere a bambini e adulti, MA ANCHE
- autore che puo` piacere, con una storia privata toccante ("la promozione della 'storia da Cenerentola' di J. K. Rowling avrebbe generato una pubblicita` aggiuntiva")

Harry Potter e` in libreria perche` il manoscritto aveva la copertina nera e la Rowling era una madre single disoccupata. Secondo me questo va anche bene, se comunque il risultato e` decente: la qualita` non sara` sufficiente, ma almeno e` necessaria. Nel caso di Amanda sembra che la qualita` non sia neanche una variabile. Ma neanche una costante, e` un dato superfluo.

Doarcissa

P.S. Non commento mai, e quando commento scrivo un papiro: mi dispiace, sono una lurker logorroica!

il_Fabri ha detto...

Beh, ma lo dice anche l'ultima mail ricevuta da angra: "il mercato è difficile, mandaci qualcosa che non sia fantasy".

Ossia: sei troppo vecchio, hai 40 anni. Non scrivi male, perciò mandami un libro di altro genere e vediamo un po'.
Un giallo, che anche i più schifosi vendono.
Un thriller.
Un romanzo di formazione.
Un bel romanzo verità (anche falsissimo, eh) sul precariato degli ingegneri quarantenni.
Fai tu.

Lì non cerchiamo bambini-prodigio, lì hai qualche possibilità.

Ps. Mi viene il dubbio: sapendo che sei finalista all'urania avrebbero deciso di pubblicarti lo stesso? (Ritengo di no: dubito l'urania valga granchè come numero di copie vendute, specie se "solo" finalista)

Goljadkin ha detto...

Xyzxyz incarna la feccia (in gran parte) presente nel mondo editoriale italiano. Punto

Angra ha detto...

@il_Fabri:

eh no, per il thriller bisogna essere svedesi! ^___^

E' in arrivo Amanda Olssen?

Quello che ho risposto alla Signora Xyzxyz è che evidentemente il mercato è difficile per me, mentre per Amanda molto meno.

Che poi "mercato difficile" che accidenti significa? Il mercato è il mercato, e le scelte degli editori hanno il loro bel peso nel condizionarlo. Continuano a menarlo col fatto che in Italia si legge poco, che in Norvegia leggono tre volte tanto quanto da noi, però la Norvegia ha 4 milioni di abitanti, l'Italia 60, il che vuol dire che il nostro mercato è cinque volte più grosso.

Angra ha detto...

@Goljadkin:

No, non sono per niente d'accordo.

Anzi, a quanto mi dicono la Signora Xyzxyz è una delle persone migliori che lavorano in questo campo, anche sotto il profilo umano. Non è colpa sua se le redazioni editoriali sono piene di gente che come massima espressione di intelligenza ha quella di copiare a oltranza chi ha avuto una botta di culo e in mancanza di una moda da seguire pubblica, su 10 romanzi:

- 6 parenti e amici
- 3 consigliati da agenti letterari (di cui 2 parenti e amici dell'agente)
- 1 pescato a cazzo di cane (non si sa mai che ti capita una botta di culo).

L'unica caduta di stile la Signora Xyzxyz l'ha avuta nel cercare un pretesto alla fine, quando avrebbe fatto certo migliore figura nell'ammettere come stanno le cose, visto che comunque è quello che mi aspettavo fin dall'inizio e non gliene avrei fatto certo una colpa.

In realtà poi l'ammissione la fa implicitamente quando mi dice di mandarle altre cose ma non fantasy.

Angra ha detto...

@il_Fabri:

Dimenticavo: penso che il Premio Urania ormai conti come il due di briscola, anche perché il romanzo vincitore dell'anno scorso era una roba impresentabile. Non ho idea invece di come fossero i finalisti. Sarebbe stato bello se gli autori li avessero messi online in modo da poter fare un confronto.

Federico Russo "Taotor" ha detto...

Non ho parole.
Genio. Ogni altro commento sarebbe inutile.

La pubblicazione estera è l'unica cosa buona, credo. Fai bene ad essere tu stesso a tradurre la tua roba.
L'unica cosa che (mi) spaventa, della pubblicazione all'estero, è che magari potrebbero fregarti più di quanto possano fare in Italia.
Lo so, magari non c'entra nulla, probabilmente in Italia è anche peggio. Ma immagina di avere a che fare con gente che sta in culo al mondo, parla un'altra lingua, ecc.
Richiedo un post sulla questione di pubblicare all'estero! Pro, contro... Sembra interessante.

P.S. Genio.

Angra ha detto...

@Federico:

Sulla pubblicazione all'estero non ne so niente al momento, ma se in futuro avrò qualche informazione e/o esperienza a riguardo ne parlerò di certo.

In realtà quando parlo del mercato internazionale penso molto di più ad Amazon che all'editoria tradizionale.

Diego ha detto...

Anche secondo me Amazon sarebbe la scelta migliore. Mi pare che da noi ci sia qualche possibilità con la piattaforma di Simplicissimus, ma per ovvie ragioni non c'è paragone.
@Angra: pensi che a lavoro ultimato sarà possibile dare un'occhiata alla versione tradotta?

Angra ha detto...

@Diego:

certamente, anzi chi vuole collaborare è bene accetto :)

Diego ha detto...

Ehm... collaborare non direi proprio. Con le mie conoscenze, se già il testo è un po' complesso devo remare per leggere. Mettermi a tradurre dall'italiano all'inglese è impensabile. E' anche per quello che mi incuriosiva, voglio vedere come può venire fuori un testo non lavorato da un'agenzia di traduzione che ti prende venti euro a cartella. Quando sarà pronto lo leggerò più che volentieri (cercherò anche di farlo leggere a un amico con conoscenze di inglese, al contrario di me, quasi madrelingua).

Anonimo ha detto...

Devo ammetterlo: questa idea mi è piaciuta parecchio. Un esperimento da manuale. Complimenti!

Uriele (sì, quello stronzo)

Prefe ha detto...

beh, ehm, non per fare l'antipatico, ma se un tizio senza gambe e senza braccia attraversa a nuoto la manica finisce su tutte le prime pagine se lo fa phelps no, ma direi che è normale.

Se uno senza braccia fa dei bei quadri coi piedi probabilmente la loro eccezionalità li rende meritevoli di esposizione in galleria anche se peggiori di alcuni quadri di "normodotati" che non vengono esposti.

In egual modo un libro scritto da una cieca, che probabilmente ha una percezione differente della realtà che la circonda rispetto a un ingegnere vedente di 40 anni assume un'importanza anche per quello.
Cioè,
non mi sembra molto valido come esperimento.

E con questo, sia chiaro, non voglio difendere l'editoria, di cui non so una fava.

Angra ha detto...

Sì ok, tutto giusto, se fosse vero che il libro è stato scritto da una ragazzina cieca.

La falla nel tuo ragionamento è che il libro non è stato scritto dalla ragazzina cieca, e della percezione differente della realtà che la circonda non c'è quindi e non può esserci traccia fin da subito, non da quando si scopre che non esiste la ragazzina cieca. Fino a che non si scopre che non esiste la ragazzina cieca però il romanzo va bene, quando non c'è più la ragazzina cieca il romanzo non va più bene. Peccato però che il romanzo è sempre lo stesso.

Anonimo ha detto...

Di Amanda ne parlano pure qui: http://www.wolfstep.cc/2010/09/il-mercato-dei-paraculi.html

Angra ha detto...

L'amico fa un'analisi che condivido in pieno sui meccanismi di scelta delle case editrici, ma dice anche delle stronzate.

Intanto, secondo lui voglio diventare un caso editoriale. Peccato che io non ho scritto nessun libro-denuncia sul mondo dell'editoria, né ho intenzione di scriverne, ma solo un breve post sul mio blog.

Poi, sui nomi e cognomi la fa un po' troppo facile. Probabilmente è ignorante in materia, perché l'esempio che fa del ladro è una cazzata. Il ladro infatti ha commesso un reato, la Signora Xyzxyz no. Non so se l'amico fa volutamente confusione tra denuncia penale e "denuncia" in senso generico, diciamo che o ragiona male o è in malafede.

Come ho già detto, non ho messo il nome dell'agente letteraria di cui ho parlato perché rivelare il contenuto di corrispondenza e telefonate private è reato. Inoltre, se l'avessi messo, la signora avrebbe sempre potuto negare tutto e denunciarmi per diffamazione. Non solo: avrebbe potuto denunciarmi per diffamazione anche confermando tutto quello che ho detto, perché per la legge italiana non fa alcuna differenza se quello che hai detto è vero o falso (art. 596 Codice Penale). Per diffamare qualcuno è sufficiente nuocere alla sua reputazione, anche dicendo cose vere.

L'amico è libero di pensarla come vuole, comunque. Dice che son tutte balle, che voglio solo la notorietà, e poi mi fa pubblicità.

Contento lui...

Tamakatsura ha detto...

Fingersi un'adolescente cieca per verificare se il proprio romanzo abbia possibilità nel mondo editoriale, avere per questo un'opportunità di pubblicare e decidere di continuare la finzione pur di non lasciarsela scappare: non potrebbe essere a sua volta un plot divertente per un romanzo? XD

Lo si potrebbe poi inviare alla Signora Xyzxyz ed attendere reazioni...

Tamakatsura

Angra ha detto...

@Tamakatsura:

L'idea non è nuova nel campo della fiction: in Tootsie, un film di quasi trent'anni fa, Dustin Hoffman si travestiva e si faceva passare per donna per avere una parte in una soap opera :)

Basta Con La Droga ha detto...

Hai provato a contattare "Le Iene"?

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Angra ha detto...

@Anonimo del commento cancellato qui sopra:

Vai a fare in culo, oppure trova qualcosa da dire, anche di stupido, purché abbia un minimo contenuto informativo.

Grazie.

Anonimo ha detto...

Angra, ho segnalato il post ad un'amica-molto-amica giornalista del "Messaggero". Ha letto e schifito, ma alla mia richiesta di dedicarti un articolo ha alzato le braccia in segno di resa: ci ha provato, ma in redazione l'argomento non interessa. Ahimé.

Però non demordo, e se non ti spiace tento altri canali.

Alessandro Forlani

Angra ha detto...

@Alessandro:

Non è cosi strano: l'editoria dei quotidiani/periodici e quella libraria vivono in buona simbiosi, spesso all'interno degli stessi gruppi. Gli editori librari spendono dei bei soldi sulle pagine di quotidiani e settimanali sotto forma di pubblicità, segnalazioni, recensioni, marchette. E' logico che a nessuno interessa dar fastidio all'altro. E poi probabilmente la cosa non è di interesse così generale.

@Basta con la droga: stesso discorso, e poi le Iene son simpatiche ma la TV mi sta sulle balle. Senza contare che deve essere anche peggio dell'editoria, per cui alla fine per riuscire a parlare con qualcuno devi essere amico di qualche amico.

Poi non è che io mi sia in testa di denunciare il Marcio dell'Editoria a tutto l'universo, sia ben chiaro. Il mio esperimento credo possa essere utile a quelli come me per dire "smettete di perdere tempo con gli editori" e al limite per le ragazzine con una storia da spendersi nel senso di "dateci dentro che è il vostro momento".

Anonimo ha detto...

Ciao Angra,

Ho segnalato questo intervento a "Il Fatto Quotidiano".
Penso che meriti un po' di attenzione.

Lachesi71

la Clarina ha detto...

Oh, favoloso!
Credo di avere in qualche hard-disk dieci o quindicimila parole di un piccolo giallo con una trama non del tutto dissimile dal tuo esperimento. Vedere la faccenda messa in atto mi piace assai: hai tutta la mia stima e ammirazione.
That said, non posso dire di essere stupitissima dell'esito, e nemmeno certissima che all'estero vada molto meglio. Ricordi un romanzo fantasy chiamato Eresia, di tale Anselm Audley, scritto da non dirsi e salutato sulle quarte di copertina come il fantasy del secolo (o giù di lì)? Il tutto perché l'autore era una matricola diciottenne, non so più in quale lato di Oxbridge...
Il che non significa che non stia scrivendo anch'io in Inglese - con Amazon in vista.
Chapeau ancora,

Chiara

Anonimo ha detto...

Forse potresti comprare e leggere un altro libro “Come non scrivere un romanzo” di Howard Mittelmark e Sandra Newman
Senza offesa, oppure con, fai tu.

Signor Iguchi

Angra ha detto...

@Signor Iguchi:

grazie per la segnalazione, un manuale di scrittura in più certo male non fa. Però mi sa che non ci siamo capiti:

[...]vuoi diventare un romanziere? attento a quel che fai. E scopri subito quali sono i punti deboli del tuo lavoro, per correggerli immediatamente, se vuoi che un editor possa prendere un giorno in considerazione la tua opera!

Stiamo parlando dell'editoria italiana, ok? L'opera non c'entra niente, è questo il senso dell'esperimento di Amanda.

Angra ha detto...

@Lachesi71:

non credo, gli avevo scritto anch'io, ma chissà. Se è vero che ci sono milioni di aspiranti scrittori in Italia dovrebbe un argomento che interessa a molti, ma credo che il dato numerico non sia così noto al di fuori dell'ambiente.

Angra ha detto...

@Chiara:

Non ho idea di come vada all'estero, ma se ti interessa l'idea di pubblicare senza editori (sono convinto anch'io che sia la soluzione migliore) ti rimando alle avventure editoriali di Konrath, di cui si parla spesso qui:

http://www.steamfantasy.it/blog/2010/09/26/aggiornamento-sulle-vendite-di-konrath/

vai a leggere tutto il dialogo immaginario tra Konrath e il suo editore, è geniale ^__^

la Clarina ha detto...

Conosco, conosco...
Da un po' seguo Konrath, Francis Hamit, Karen McQuestion, Randy Ingermanson, Holly Lisle e compagnia, cercando di armarmi al meglio per l'impresa.
Staremo a vedere.

Chiara

Anonimo ha detto...

Se hai 40 anni e non hai mai pubblicato nulla, capisco la tua frustrazione. Però perché dare la colpa a agenti e editori?
Ti spiego perché l'interesse dell'agente letteraria poteva esserci: ovviamente il fatto che Amanda fosse cieca l'ha subito catapultata in una situazione di interesse - come negarlo? Ma c'è un altro fatto: una ragazza di 17 anni ha margini di miglioramento, è un buon investimento per il futuro; se scrive decentemente a quell'età, è molto probabile che a 25, 28 anni possa diventare un'ottima scrittrice. Insomma, c'è un motivo squallido (la cecità), e un motivo allettante (la giovane età). Se tu ti fossi presentato come Amanda, non vedente di 40 anni avresti creato interesse, ma fino a un certo punto. E' stata l'età a rendere interessante il tutto.
Mi dispiace dire le cose come stanno: ma è probabile che tu non abbia talento. Questo ti ferirà, eppure dirai di no - e subito cercherai una piccola vendetta, o dirai: "Ma tu che ne sai? Non mi hai mai letto!" Un 40enne che scrive fantasy è veramente - credimi - veramente molto normale che non interessi agli editor(i).
Perché non fai l'ingegnere e basta, cercando felicità in altre cose? Orami sei grande.

Angra ha detto...

Aaah, il margine di miglioramento... che stupido! Come ho fatto a non pensarci?

Vediamo... ti siedi al ristorante e ordini una scaloppina al limone. Arriva il cameriere - et voilà! - ti mette davanti un piatto con una bella merda di cane fumante, decorata coi pinoli.
Tu sgrani gli occhi e balbetti: "Ma... ma cos'è 'sta roba?!"

Il cameriere sorride sornione. "Lo chef ha solo quindici anni, signore! Ha ampi margini di miglioramento!"

Forse ti è sfuggito il particolare, ma le librerie sono piene di sterco di minorenni pubblicati prima del miglioramento. E che il miglioramento ci possa essere, date le premesse, è un'idea da chiromanti più che da professionisti dell'editoria.

Un 40enne che scrive fantasy è veramente - credimi - veramente molto normale che non interessi agli editor(i).

Pronto? C'è nessuno in casa? Secondo te io cosa ho detto finora? ^___^

*****

Perché non fai l'ingegnere e basta, cercando felicità in altre cose? Orami sei grande.

Io credo che tu sia un troll, anche scadente: prima di uscirtene con la frase sopra dovevi essere più condiscendente e darmi un po' ragione, per conquistarti la mia fiducia. Hai avuto troppa fretta.

Ahimè, avere troll così scadenti è deprimente. Se non ti ho cestinato, è solo perché mi hai dato la possibilità di lollare un po'.

Anonimo ha detto...

Hai detto che hai inviato il romanzo a diverse case editrici, ma solo una ti ha risposto. Questo non contraddice la tua tesi ?

Angra ha detto...

Una casa editrice, quando risponde (e di solito non lo fa), ci mette dai dodici ai ventiquattro mesi, e io il romanzo ho cominciato a mandarlo nell'agosto di quest'anno. Poi quella che mi ha risposto è un'agenzia letteraria, non una casa editrice, che è una differenza non da poco. La risposta di un'agenzia letteraria importante e ben introdotta nell'ambiente è più importante di quella del singolo editore, perché un bravo agente è quello che meglio di chiunque ha il polso della situazione complessiva, e la sua risposta la puoi quasi prendere come quella dell'editoria nel suo complesso.

Angra ha detto...

P.S. Tieni presente che gli editori pubblicano romanzi proposti dagli agenti letterari in una quantità tre volte superiore a quella dei romanzi mandati direttamente dagli autori alle case editrici.

Odin ha detto...

Al giorno d'oggi della letteratura non frega un c...o a nessuno. Conta il denaro e la via migliore per raggiungerlo è il marketing soprattutto in un settore come quello editoriale. Lo sappiamo tutti quanto è diffusa la lettura da noi, no?

Saluti e complimenti per il risultato raggiunto.

Livio Gambarini ha detto...

Ciao Alessandro, volevo informarti che ho parlato della tua vicenda nella mia tesi di laurea magistrale all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano (titolo Fantasy in Italia: scoperta ed esplorazione di un genere letterario), che discuterò l'11 di Luglio prossimo. Vorrei ringraziarti di aver reso pubblica la tua avventura, e farti i miei migliori auguri per un futuro di successo e soddisfazione, nel fantasy o dovunque sia!

Angra ha detto...

Ciao Livio, grazie della segnalazione: è uno sviluppo che non avrei mai immaginato :)

In bocca al lupo per la discussione della tua tesi, ciao.

Livio Gambarini ha detto...

Buon appetito al Lupo! (in maiuscolo, perché guarda caso è il nome del mio relatore - noto scrittore di romanzi che, come assolutamente TUTTI gli altri professori della mia università, non ha la minima idea di cosa sia il fantasy; ma al di là di questo, è un ottimo professore) Speriamo bene! Saluti.

Francesco Di Mento ha detto...

In Italia, se vuoi pubblicare qualcosa, o sei un personaggio televisivo o hai una figura che può accattivare le vendite.
Questo perché le case editrici hanno oggi l'unico scopo di vendere e far più soldi possibili, rifilandoci magari libri scritti con i piedi (per farla pulita).
E (sfortunatamente) credo che la storia sarà così per molto, molto tempo...

Vale ha detto...

Sei un Dio, sappi che da oggi in poi hai tutta la mia stima :D

Valentina
(aspirante scrittrice)

Francesco Cavallo ha detto...

Perdonami non è per difetto di stima nei tuoi riguardi, tuttavia la tua storia non mi sorprende nemmeno un po'. Gli editori trattano i libri come merce semplicemente perché sono proprio questo: una merce! È ovvio che la ragazzina cieca (magari fosse pure caruccia) aiutata dalla nonna suscita più pensieri pruriginosi dell'ingegnere quarantenne (con tutto il rispetto per gli ingegneri quarantenni: anch'io lo sono :)))).
Tuttavia ciò che non capisco è perché denunci un fatto che per buona fede ritengo veritiero e reale, senza fare nome e cognome dei protagonisti, dell'agenzia e dell'editore. Nutri forse ancora speranza che possano pubblicare qualcosa dell'ingegnere quarantenne ed hai paura di farli incazzare? E se è così, come fai a nutrire tale speranza dopo che hai capito quanto essi stessi sono una merda? E dopo che li hai sputtanati? Non dovresti neppure aver paura degli avvocati e di eventuali diffamazioni se la storia è vera. Mica hai firmato contratti a nome falso? Anzi, hai rivelato subito la tua vera identità.
Non capisco questo atteggiamento contraddittorio. Scusami la franchezza ma fare nomi e cognomi sarebbe molto utile a tanti ignari scrittori esordienti che covano inutili speranze e mandano manoscritti a questa gentaglia.
Ciò detto grazie lo stesso per la (poco utile) testimonianza.
Frank

Carmille ha detto...

Ciao Francesco, la questione è molto semplice: intanto la legge italiana sulla diffamazione non fa alcuna distinzione fra cose false e cose vere. Questa è una cosa che nessuno sa, ma la legge e la sua interpretazione sono chiarissime a riguardo. Poi il fatto di essere innocente fa poca differenza: mettiamo che la Signora Xyz ti querela, il PM ritiene che ci siano gli estremi e ti rinvia a giudizio. Dopo sei o sette udienze e tre o quattro anni magari vieni assolto, ma intanto hai passato tutto quel tempo con un carico pendente, durante il quale non hai pututo fare concorsi pubblici tanto per dirne una. Poi ci sono le spese legali: 3000-4000 euro proprio come minimo, che nessuno ti rimborsa nemmeno se vieni assolto. Questo nella migliore delle ipotesi, quella appunto dell'assoluzione. Poi magari ci sta anche che ti condannano (è successo di recente a una blogger per aver detto che una casa editrice a pagamento era... a pagamento). Secondo te ne vale la pena?